Chi è Maria Adolfsson, la nuova protagonista del giallo svedese dopo Camilla Läckberg

La strada fino al debutto come scrittrice di gialli è stata lunga per Maria Adolfsson, e ha subito diverse deviazioni: a cinquantanove anni si licenzia e diventa una scrittrice a tempo pieno.

«Piuttosto che lavorare ancora in un ufficio preferisco vivere mangiando solo patate! Fortunatamente è arrivato questo successo, come mandato dall’alto. Inganno è stato venduto in circa quindici paesi ed è davvero incredibile. La maggior parte sono contratti per più libri (in Germania tre e in Italia quattro). L’unica cosa che voglio è continuare a scrivere» racconta l’autrice, che per diversi anni è stata la portavoce dell’azienda di trasporti SL.

«Il lavoro in ufficio può essere piacevole ma anche logorante. Per un periodo sono stata l’unica portavoce e non avevo nessuno che mi sostituisse se mi ammalavo o andavo in vacanza.»

Quell’esaurimento ha portato a un periodo di scrittura che è il risultato nel suo primo libro Alla för en (Tutti per uno, non pubblicato in Italia, NdR), uscito nel 2008. A causa di una scissione all’interno della casa editrice dell’epoca, però, il libro non ha ricevuto l’attenzione che meritava, perciò è come se Inganno fosse un secondo debutto, quello vero.

«Mi sono semplicemente buttata e ho pensato “adesso scriverò qualcosa di fighissimo”. Ho scritto e scritto, non so nemmeno io come ho fatto, e ho inventato il paese fittizio di Doggerland.» Inganno è appena arrivato sugli scaffali delle librerie ma l’autrice è già al lavoro con il suo seguito.

Che sensazione dà essere scrittrice a tempo pieno? «Ho compiuto sessant’anni quest’estate ed è davvero fantastico fare quest’esperienza così tardi nella vita. La prendo con filosofia: se mi fosse capitato prima, non sarebbe stato utile. Doveva succedere adesso. Per gli scrittori non esiste il pensionamento!»