Doggerland: tra realtà e letteratura

Doggerland, tra realtà e letteratura: Maria Adolfsson ambienta il suo giallo in un luogo realmente esistito durante l’ultima era glaciale, scomparso a causa di uno tsunami.

Il romanzo racconta le vicende dell’ispettrice Karen Eiken Hornby, incaricata di condurre le indagini per un omicidio, per niente facilitata dal fatto che il suo capo arrogante è l’ex marito della vittima. “Inganno” è stato venduto in 16 paesi e sta per arrivare in Italia: sarà in libreria il 18 ottobre.

Maria Adolfsson ha ambientato la trama in un luogo, ora inesistente: è impossibile per il lettore credere che non esista davvero, da qualche parte tra Gran Bretagna e Scandinavia. Nel romanzo l’arcipelago è composto da isole verdeggianti, a tratti aride, nel Mare del Nord.
La popolazione che vi abita ha una cultura e delle abitudini molto particolari: l’evento più importante dell’anno è l’Oistra, la festa dell’ostrica, dove si beve e si mangiano ostriche fino a tarda notte. E l’ispettrice Karen Eiken Hornby ne sa qualcosa.

La vera Doggerland è sprofondata diecimila anni fa in seguito a uno tsunami: prima di allora si poteva davvero raggiungere via terra dalla Gran Bretagna.
“La mia Doggerland si è sviluppata man mano che scrivevo – racconta la Adolfsson in un’intervista – quando inventavo qualche particolare, mi rendevo conto che sarebbe potuta essere così realmente. È stato molto divertente giocare con questa possibilità.”

Scrivere di un luogo fittizio le ha dato grande libertà, ma è stato necessario fare molte ricerche affinché si potesse ricostruire un continente. È incredibile pensare che una descrizione tanto dettagliata, della cultura e del luogo, provenga dall’immaginazione di una sola persona.