La posta del cuore del Gianni

Stimato Geometra Gribaudo,

mi rivolgo a Lei con la presente perché mio marito, Secondo Risso, che in paese tutti conoscono come il Gundu, è diventato di colpo balengo.

Noi siamo una famiglia che in quanto a roba sotto al sole, terra e bestie non ci possiamo lamentare. Abbiamo anche dei buoni postali messi in testa ai figli, che però abbiamo noi l’usufrutto. Ma senza farla lunga Le spiego il perché e il percome.

 

Sei mesi fa nella valle in basso, lungo lo stradone della statale, hanno messo su uno di quei locali che stanno aperti solo dal Giovedì alla Domenica.

L’Adelina, la pentnoira che agghinda la testa delle donne del paese e legge tutte le riviste, mi dice che si chiamano Nait e che sono posti dove le donne svestite girano intorno a un palo e lo spumante si chiama in francese e costa come mezzo alloggio ad Albissola. In più le donne sono esperte a spiumare gli uomini senza neanche farli gridare.

Ora io da un po’ ci ho avuto il sospetto sul Gundu, che di sabato non usciva mai e adesso invece non ne manca uno, per tre motivi di cui Le faccio l’elenco:

1) Ha comprato una confezione tipo mezza pinta di dopobarba ACQUA VELVA, quello che ha il colore del kerosene da stufa e fa puzza di sambuca.

2) Quando esce di Sabato passa sempre a chiamarlo quel pelagra del Biagio Rossotto, uno che con le donne si è mangiato non una ma due cascine. La sua e quella di sua sorella che adesso vive dalle suore.

3) Il Ragionier Capusso della banca del paese mi ha chiesto se abbiamo delle spese per la salute di qualcuno perché il Gundu tutti i Venerdì preleva ora 150 ora 200 mila lire.

 

Così facendo a poco a poco rosicchia il capitale per i vizi suoi e del Biagio mentre a me non mi fa mettere neanche il boyler con la scusa che si consuma la corrente.

Mi consigli Lei Geometra, che scrive sul giornale e sa stare all’onor del mondo.

 

                                                                                                                                – segue firma –

 

Cara Senza Nome,

credimi che la tua tragedia mi ha fatto commuovere e se io avessi il Gundu tra le mani ci darei quattro pugni ben secchi in mezzo agli occhi perché se li merita.

Ti ringrazio che mi hai dato del geometra ma io non mi sento un’eminenza grigia fino a quel punto. Ho fatto le serali con tutti gli onori eccetera eccetera ma non sono proprio uno scienziato come mi fai figurare in persona.

Comunque non stiamo a girare il cane per l’aia. Qui preme di essere furbi da subito perché la faccenda dei buoni fruttiferi messi in testa ai figli mi sagrina di preoccupazione: non vorrei che quando i tuoi figli li riscattano e ci trovano sopra solo dei topi morti, gli girano le vacche e ti mettono allo spizio pubblico a te e a quella ligera del tuo consorte.

Siccome però non voglio essere di parte – che non c’è niente di peggio per noi che siamo luminari nel dare consigli alle persone – ti dico prima questo: datti una guardata nello specchio. Se noti che anziché trovare te stessa ti sembra di vedere in figura tua nonna, allora vuol dire che c’è qualcosa che non va. A sto punto direi una cosa: aggiornati! Comprati di quelle tute di plastica lucida e inizia a intorcigliarti intorno ai pali delle vigne. Se al Gundu ci piacciono quelle che si aggrappano ai pali, vedrai che non potrà mancare.

Secondo: per me mi puzza che si è fatto già qualche finta fidanzata, ossia che lui è convinto che qualcuna si è fidanzata con lui medesimo ma lei stessa non lo sa neanche. A quel punto toglici le pelli del salame da davanti agli occhi e mandalo subito dal prete che quando si tratta di casi gravi è l’unico adatto a tirare fuori la gente dal casino (in questo caso il casino è nel vero senso della parola).

Allora ci siamo capiti: comprati subito sta tuta di plastica tipo quelle di quei tizi che scendono nel mare per vedere i pesci che camminano bassi nell’acqua. Se non la trovi nei negozi di pesca forse ce l’hanno all’Upim nel reparto “robe per la casa” o “giardinaggio”.

Se ti avanzano di quei buoni fruttiferi mandamene qualcuno perché qui la rubrica m costa molto di inchiostro e l’editore è un ciaparat che non ci compra neanche la carta igienica del bagno, con rispetto parlando.

Saluti.