Elena Testi – GENESI.
Soldi, crimine, impunità. Storia della destra estrema israeliana

LA PRESENTAZIONE IN BREVE

Da Brooklyn a Gerusalemme, da Hebron a Gaza, attraversando il furore delle colonie in Cisgiordania.
La vera storia dell’odio che ha cambiato Israele.

Itamar Ben Gvir è il ministro della sicurezza israeliana, un tempo membro del Kakh, partito razzista a tal punto da venire considerato un’organizzazione terroristica. Bezalele Smotrich è un prodigio della politica: giovane, intransigente, membro del Gush Emunim, movimento politico che aveva come braccio armato Jewish Underground, responsabile anch’esso di violenti attacchi terroristici. Benjamin Netanyahu, “Bibi l’americano”, è cresciuto con i libri di Jabotinsky, il padre del revisionismo sionista. Amante delle donne e del lusso, è lui che nella sua villa di Cesarea convince Gvir e Smotrich a stringere il patto che darà origine alla destra più estrema nella storia di Israele.
Come Cecilia Sala ne I figli dell’odio, così in Genesi Elena Testi scrive un’inchiesta che si legge come un romanzo, dove, con il ritmo di un’epica nerissima, si racconta la vera storia d’odio che ha cambiato il Medio Oriente, riavvolgendo il nastro indietro di trent’anni fino ad arrivare all’orrore a cui, dal 7 ottobre in poi, abbiamo assistito.

Fonte dopo fonte, con il ritmo e la prosa di un’epica nera, Elena Testi riavvolge il nastro indietro di trent’anni,
ricostruendo l’origine dell’orrore senza fine a cui stiamo assistendo.

Elena Testi è giornalista e reporter. Si è laureata in giurisprudenza all’università di Perugia, mentre iniziava a lavorare al “Corriere dell’Umbria”. Ha firmato numerose inchieste per “l’Espresso” prima di passare a La7, dove attualmente lavora e per cui ha coperto i conflitti in Ucraina e Medioriente.