#RagazzeConUnaCertaCultura: pronti a vincere la SEM Loot Box?

Avete visto che bel bottino? Quello che vedete in alto è il contenuto della SEM Loot Box, il superpremio che SEM mette in palio fino al 12 giugno.

Come vincere? Semplice, partecipando al gioco #RagazzeConUnaCertaCultura!

Come ormai avrete capito, per Roberto Venturini Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera. Voi invece che quadro avete appeso in casa? Fatecelo sapere, perché potreste vincere il cofanetto SEM contenente diversi gadget e tutti i libri pubblicati fino ad ora dalla casa editrice.

Cosa fare quindi? Semplice:

(1) Avete in casa un poster di un quadro famoso? Scattatevi un selfie davanti a lui

(2) Caricate la foto su Twitter o Instagram

(3) Usate l’hashtag #RagazzeConUnaCertaCultura

La foto che avrà più like entro lunedì 12 giugno si aggiudicherà il premio. Insomma, un’occasione da non farsi scappare!

Il mistero di Gianni Gribaudo

Il segreto dietro la penna. Gli scrittori divenuti famosi… con altri nomi.

Il mistero sulla vera identità di Gianni Gribaudo, l’autore di Brividi e maiali, ha incuriosito un po’ tutti. Noi per primi abbiamo fin da subito giocato con voi sul segreto della sua identità.

Se guardiamo alla letteratura però, si fa presto a scoprire che Gianni non è il primo autore che ha deciso di percorrere la strada dell’anonimato. Qualche esempio?

L’inventore di Pinocchio, Carlo Collodi? Questa è facile, il suo vero nome era Carlo Lorenzini. Meno invece ricordano che dietro Italo Svevo c’è Aron Hector Schmitz oppure che Umberto Poli scelse di sostituire il suo cognome con Saba in memoria alla sua balia slovena Peppa Sabaz. Ed è così che sarebbe passato alla Storia.

In tempi più recenti invece, troviamo Elena Ferrante: ancora oggi non solo non si conosce il suo vero nome, ma non si è nemmeno sicuri si tratti di uno pseudonimo!

Ma cosa ha spinto Gianni Gribaudo a nascondere la sua vera identità? Lo scopriremo presto…

«Ho ucciso la mia ex. Con un libro di storia dell’arte»

Roberto Venturini, da Torvaianica con amore, tra radical chic e la «ciclicità dell’incul…»

«Mica l’ho fatto davvero, né io né il protagonista». Precisazione dovuta, anche se a guardarlo sul divano mentre si tiene un cuscino davanti alla pancia a mo’ di scudo, non ha propriamente l’aria del killer. Anzi, a dirla tutta Roberto Venturini, classe ‘83, l’estate di tredici anni fa prese armi e bagagli e si trincerò nella sua casa di Torvaianica, sul litorale romano, per sputare su un foglio tutta l’angoscia per una relazione d’amore finita male: «Avevo bisogno di calcificare il dolore e buttare fuori un po’ di rancore. In più a Roma in quel periodo c’era una rassegna sul noir: una congiunzione astrale».

Così è nato «Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera». Inizialmente un racconto breve dove il protagonista, vessato degli atteggiamenti della fidanzata tipici di una love story nei minuti di recupero, sbotta dopo l’ennesima provocazione e la fa fuori in preda ad un raptus. A colpi di libro, per l’esattezza «L’arte moderna 1970-1990» di Giulio Argan, perché la cultura è importante, appunto. «Finiva così, col protagonista che ricreava sul tavolo della sua cucina l’Ophelia di Millais, morta per amore. Tutto l’opposto della sua anaffettiva fidanzata».

Un ironico splatter che ha aperto la strada alla fortunata cavalcata di Venturini. «Da insicuro cronico non avrei mai pensato che quest’idea potesse avere successo». Merito del regista Felice Bagnato, che ha spinto prima per la realizzazione di un cortometraggio e poi per lo sviluppo di una web serie. Una sorta di mentore per Roberto, come gli amici di Torvaianica coi quali ripercorreva la sua storia d’amore in improvvisate psicoanalisi di gruppo, a base di birre e Uomini&Donne. «In certi momenti il confronto con gli altri è fondamentale. Poi ricordo che scrivevo mentre in tv passavano programmi trash».

Una scorpacciata di tronisti e veline era forse l’unico modo per uccidere davvero il ricordo di una radical chic: «La mia ex non aveva neppure la tv in casa, racconto quel mondo perché l’ho vissuto». E, tra un romanzo di Bret Easton Ellis e una sala semivuota di un cinema d’essai, mica gli faceva schifo: «Assolutamente no, la mia è una generazione che ha bisogno di etichette perché ha una paura fottuta di apparire normale. Allora ognuno cerca di tipicizzarsi: hipster, emo, radical…Solo oggi sono tornati di moda i new normal: nel mare magnum di stereotipi, la normalità è diventata per converso un’etichetta».

Dal racconto breve al corto, dal corto alla web serie e dalla web serie al libro, in una sorta di reflusso crossmediale. «La scorsa estate ho scritto gli ultimi tre capitoli, mentre stavo digerendo un’altra storia d’amore chiusa». Un malinconico déjà vu, o un “eterno ritorno” per dirla alla Nietzsche: «Io la chiamerei ciclicità dell’incul…!». Venturini leva il cuscino davanti a sé e scopre il lato autobiografico: «C’è qualcosa di me in entrambi i protagonisti: sia in Silvia, aggressiva ma in verità molto sensibile, sia in Luca, assistente universitario cresciuto con Bim bum bam. E dipendente da Sertralina e Xanax».

Perché entrambi sono ciclotimici: «È un forma soft di bipolarismo, un disturbo dell’umore di cui soffro anch’io. O meglio, da buon ipocondriaco me lo sono diagnosticato da solo: è la patologia di un’intera generazione che non riesce a godersi la serenità per più di qualche giorno». Certo, andare a vivisezionare una storia già finita somiglia più ad un harakiri che ad un lasciapassare per la felicità: «La scrittura può essere terapeutica perché ti aiuta a darti alcune spiegazioni. E io, in fondo, mi sento come Luca, inadatto ad affrontare le criticità della vita: spesso scappa per la paura di affrontare il dolore».

E allora perché tornare sulla fine di una relazione? «L’alchimia la chiama “Nigredo”, fare un bagno nel proprio lato oscuro per uscirne purificati». Questo sì, è tremendamente radical chic.

Intervista a Roberto Venturini realizzata da Nicola Bambini.

Roberto Venturini in SEM Libri

Ieri sera Roberto Venturini è stato protagonista indiscusso in SEM!

L’autrice ha presentato il suo primo romanzo ‘Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera’, un romanzo fuori dall’ordinario, che stupisce, attrae. Roberto si è mostrato emozionato ma voglioso di far conoscere a tutti la propria scrittura. Trovate il libro di Venturini in tutte le librerie e digital store! Rivivi tutte le emozioni di ieri sera guardando la diretta video sulla nostra pagina FB o la nostra gallery fotografica qui: Album.

Un mistero nel mistero

Uno strano messaggio è arrivato oggi alla redazione di SEM

Brividi e Maiali, in libreria dal 18 maggio, è un libro avvolto da un doppio mistero. Da un lato c’è la storia, puramente gialla, relativa al ritrovamento di un corpo esanime. Dall’altro, c’è lo stesso autore, che sceglie di firmarsi con il nome del protagonista del suo racconto.

Questa mattina ci è arrivato in redazione un suo messaggio particolarmente strano…

“Io mi chiamo Gianni Gribaudo e sono giornalista di Bocce. Ho le Bocce nel sangue ma il mio direttore è uno sgonfione e mi sevizia al punto che mi tocca di beccarmi gli articoli di cronaca nera.
Se vi credete che noi giornalisti siamo pagati come dei nababbi per far ballare i burattini allora vi sbagliate di grosso. Per prima cosa a noi giornalisti di provincia ci pagano pochissimo e per seconda cosa a volte sono i burattini che fanno ballare noi.

Comunque non stiamo a perdere tempo. Non vi voglio colonizzare il cervello con i nostri problemi sindacali. Vi voglio invece dire dei maiali che sono animali molto pregiati ma nella vita hanno sfortuna. Sono scarognati per via della loro fama che li lega alle sporcizie. L’ho capito quella volta che hanno ammazzato il Tiruliru. E’ successo un inverno, da noi era scesa tanta neve. Non è certo colpa dei crin se una mattina la Polizia ha trovato in un campo una mano mezza mangiata, perché i veri maiali, il più delle volte, si annidano tra gli uomini.

Leggete Brividi e Maiali e vedrete che in fatto di Bocce e di maiali non mi sbaglio …
Il vostro Gianni”

L’intervista a Brera

Luca, il protagonista di Tutte le ragazza con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera, ha delle teorie molto precise sulle donne con certi gusti artistici. E sa che la donna della sua vita ama Schiele. 

In occasione dell’uscita del libro di Roberto Venturini – in libreria dal 18 maggio – abbiamo deciso di intervistare alcune ragazze per trovare la ragazza perfetta per Luca. Ci riusciremo?

Siamo andati a Brera, quartiere milanese famoso per l’omonima Accademia delle Belle Arti. Ecco che cosa è emerso!

Torino: Il salone del libro

Domani si apre il salone del libro 2017. SEM vi aspetta!

Ci siamo! Mancano ormai meno di 24 ore all’apertura del Salone Internazionale del Libro 2017 a Torino. Come sempre saranno tantissimi gli eventi in scaletta, quest’anno però c’è una novità: saremo presenti anche noi!

Ti aspettiamo quindi al nostro stand H26 situato nel padiglione 2. Inoltre con grande piacere ti invitiamo a partecipare ai nostri eventi.

Si parte venerdì 19 alle ore 18.30 con la presentazione del nostro progetto editoriale SEM, al Caffè Letterario insieme agli autori Piernicola Silvis, Tommaso Avati, Sara Kim Fattorini, Roberto Venturini e Susanna Calosso.

Da non perdere poi la serata di Sabato: a partire dalle 17.30 presso lo Spazio Incontri si terrà “La perdita dell’innocenza, il sangue limpido del bambino, il sangue marcio della storia”. Parleranno l’autore di Amici per paura, Ferruccio Parazzoli, candidato al Premio Strega 2017, Luigi Zoja e Antonio Riccardi.

L’ultima dei Neanderthal

Un estratto del nuovo avvincente romanzo di Claire Cameron

Erano gentili e intelligenti. Avevano il pollice opponibile e una leggera peluria sulla schiena.

Il loro cuore batteva forte quando vedevano certe persone, e questo accadeva più spesso di quanto possiate immaginare. Il loro cervello era leggermente più grande del nostro, del 10 per cento circa.

Molti di noi hanno ereditato fino al 4 per cento del loro dna, e adesso che sono stati sequenziati entrambi i genomi sappiamo che differiscono soltanto dello 0,12 per cento.

A essere sinceri, sono differenze lievi ma significative: loro avevano una porzione di pelle sensibile sulle gengive, al di sopra degli incisivi, e sollevando il labbro superiore potevano avvertire il calore di un corpo a un chilometro di distanza; riuscivano a localizzare il punto in cui era caduta una goccia d’acqua in uno stagno anche molto tempo dopo che i cerchi che aveva formato erano spariti; potevano riconoscere il disegno unico della corteccia di ogni albero e questo permetteva loro di distinguerlo, proprio come facciamo noi con i volti umani.

Tratto da L’ultima dei Neanderthal di Claire Cameron.

Roberto Venturini: dal web in libreria

Quando una web serie diventa libro

Da anni siamo abituati sul grande schermo a veder rivivere i nostri libri o fumetti preferiti – anzi, pare non si faccia altro. Vi è mai capitato invece di vedere un libro tratto da una web serie? È il caso del nuovo libro di Roberto Venturini, Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera.

Era il giugno del 2014 quando Roberto Venturini e il regista Felice V. Bagnato pubblicarono su YouTube la prima puntata di “Tutte le ragazze con una certa cultura”. Gli internauti se ne innamorarono subito.

E non solo loro: molte soddisfazioni arrivarono anche dalla critica. Nel 2015, un anno dopo la pubblicazione online, è stata  premiata al Roma Web Fest come la migliore web serie italiana.

Se ve la siete persa e siete curiosi di saperne di più, in attesa del 18 maggio, data di uscita del libro, non vi resta che guardarla.

Un’estate da brivido

Un orribile massacro macchia la neve fresca
L’estate sta arrivando ma un vento gelido soffia nella redazione di SEM. Mentre pensiamo al mare, un misterioso scrittore che si firma sotto pseudonimo ci porta in una piccola cittadina di provincia situata nelle Langhe.

Gianni lavora all’interno di una redazione di un piccolo giornale locale e, diciamocelo, non si ammala di lavoro. Si ritrova a non aver quasi mai nulla di importante da scrivere.

Tutto cambia in una sera d’inverno freddo e innevato. Viene informato del ritrovamento di ossa di un uomo in una discarica abusiva, spolpate dai maiali di un allevamento situato poco distante.

Un delitto terribile per il piccolo paese, e le indagini sembrano affondare nella neve alta. Gianni non ha nulla del detective, ma è troppo cocciuto per mollare l’osso.

Brividi e maiali sarà in tutte le librerie dal 18 maggio. Preparate i doposci!