Berlino, 1944. Nella città martoriata dalle bombe e squarciata dal suono infinito delle sirene, vengono ritrovati i corpi senza vita dei coniugi Weidt. Lui è un luminare della medicina, lei un’antropologa di spicco per le sue teorie sulla superiorità della razza. Entrambe sono figure influenti e, nonostante la fiducia nel regime si stia sgretolando insieme ai palazzi, bisogna indagare. I piani alti della Kriminalpolizei sembrano avere le idee molto chiare: un omicidio-suicidio con movente passionale. Per Hugo Fischer invece non è così. Il “miglior criminologo del Reich”, chiamato a confermare la risoluzione del caso, intuisce subito che dietro la morte dei Weidt si celano risvolti oscuri e interessi pericolosi. Le circostanze però lo costringono a tenere un profilo basso, senza contare che anche lui ha i suoi segreti da custodire, come Gioele, che non è veramente suo figlio. Intanto, fra altri decessi sospetti e autopsie falsate, troppi intrighi iniziano a concatenarsi, e per Hugo mettere a tacere l’istinto del detective sarà impossibile.
Sangue su Berlino è il secondo romanzo di una serie che intreccia sapientemente storia e crime fiction, con un’ambientazione travolgente e un protagonista che è un instancabile segugio, a caccia del vero e del giusto.
In quella danza, ogni cosa tornava al suo posto. Le macerie si ricompattavano, le vetrine si ricomponevano.
Ma quando la musica finì, Hugo realizzò che era tutta un’illusione.