Ci sono madri che passano una notte intera aspettando un figlio. Altre lo aspetteranno per tutta la vita, dopo aver scoperto che si può morire durante un intervento delle forze dell’ordine. Quando succede, il lutto non basta. Bisogna inseguire la verità. Questo libro nasce da qui. Comincia a Milano, nella notte del 12 giugno 2022. Igor Squeo ha trentatré anni quando viene soccorso in arresto cardiaco dopo un intervento di polizia nel suo appartamento. La versione ufficiale parla di troppa cocaina. Ma il corpo che sua madre vede poche ore dopo racconta una storia diversa. Inizia così un’indagine che attraversa referti, testimonianze e decenni di abusi di potere, fino a scoprire che il caso di Igor non è un’eccezione. è la conseguenza di un sistema.
Dalle piazze insanguinate degli anni settanta al G8 di Genova, dalle morti di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi fino alle ombre che si allungano sul commissariato Mecenate di Milano – dove finiscono per incrociarsi le vicende di Michele Ferrulli, Abderrahim Mansouri, Igor Squeo e dell’assistente capo della polizia di Stato Carmelo Cinturrino –, affiora una domanda che la Repubblica italiana non ha mai davvero affrontato: perché la democratizzazione delle forze dell’ordine è rimasta incompiuta? Quali scelte hanno consentito a pratiche di violenza, impunità e rimozione di conservarsi nel tempo?
Giornalista investigativo specializzato in inchieste sulle violazioni dei diritti umani, Luigi Mastrodonato intreccia racconto, ricostruzione storica e rigore documentario. In queste pagine, gli archivi dialogano con i ricordi, i documenti con le esistenze, le madri delle vittime con uomini come Orlando Botti, il poliziotto che dall’interno degli apparati si è battuto per riformarli.
L’ordine è un viaggio nel lato più oscuro della democrazia italiana, là dove il problema non sono le “mele marce”, ma un modello capace di riprodurre la violenza di sempre, mentre la politica invoca più repressione, nuovi scudi penali e meno trasparenza.
Loro ci difendono.
Ma chi ci difende da loro?