Racket
In Francia l’energia rinnovabile è il futuro. Come nel resto del mondo. E se si ha fiuto per gli affari, è anche il nuovo oro. Per questo i pezzi grossi di Power Energy sono a Parigi a monitorare le quotazioni della Orstam, il gioiello energetico francese che il colosso americano vorrebbe divorarsi. Mentre il governo, incalzato dai media nazionali, cerca di rassicurare sullo scongiuramento dell’ennesima speculazione ai danni del pubblico, Noria Ghozali, poliziotta di origini magrebine sempre in lotta con i pregiudizi di chi mette a fuoco la pelle prima delle persone, sa già che la partita è truccata: i servizi americani hanno violato milioni di email per fabbricare un caso di corruzione contro la Orstam, così da svalutarne le azioni e acquisirla a un prezzo ribassato. Poi c’è il sangue. Steven Buck, manager dell’azienda parigina con un passato di frodi e riciclaggio, viene brutalmente assassinato. Forse era una talpa, di certo era uno da zittire. È un garbuglio infernale ma Noria non è sola, al suo fianco c’è il commissario Daquin, caffè corretti e carriera al tramonto, e tuttavia con un fiuto d’antan che ancora non sbaglia. Quando Nicolas Barrot, altro dirigente aziendale, viene ritrovato morto in circostanze che puzzano di messinscena, la situazione diventa lampante. Non si tratta di semplice business, è in corso una guerra. E chi la conduce vuole ripulire il campo in fretta.
Confermandosi una delle voci più autorevoli del noir politico francese, con Racket Dominique Manotti torna a illuminare gli oscuri meccanismi di corruzione e potere che si nascondono sotto la faccia pulita della società, al tempo di nuovi istinti predatori che dagli Stati Uniti si allungano sull’Europa tutta.
Ogni impero ha un prezzo. Qualcuno deve pagarlo.
“Una tensione costante, orchestrata con maestria.
Si legge tutto d’un fiato.”
Libération