SEMTRANSLATION – INTERVISTA A BRUNO ARPAIA

Questo mese per la nostra nuova rubrica #SEMtranslation abbiamo ospitato Bruno Arpaia traduttore di Carvalho. Problemi di identità di Carlos Zanòn.

– Che cosa hai provato dopo aver terminato la traduzione di Carvalho. Problemi d’identità di Carlos Zanòn?

Un’enorme stanchezza, perché con l’editore avevamo concordato un vero e proprio tour de force sui tempi di consegna che mi ha costretto a ritmi impossibili. Ma anche e soprattutto grande soddisfazione, perché è stata una sfida davvero complessa, che ha visto momenti di scoramento, quando mi sembrava di non riuscire a venirne a capo, e quasi di euforia, quando riuscivo a risolvere passaggi molto intricati e, almeno in un primo momento, per me poco chiari. Alla fine, mi pare di avercela più o meno fatta.

-Come è stato il confronto con l’autore?

Ho conosciuto di persona Carlos soltanto quando il libro è stato pubblicato, quando è venuto in Italia per presentarlo. Prima, non avevo quasi avuto contatti con lui. Ho dovuto confessargli che, d’accordo con l’editore, avevo soppresso un paio di passaggi in cui faceva riferimento a casi di cronaca spagnola che il lettore italiano non avrebbe riconosciuto e che avrebbe fatto sembrare incomprensibile il testo. In ogni caso, la mia, personalissima, “filosofia” è quella di cercare di rompere le scatole il meno possibile agli autori che traduco. Vorrei che la mia fosse una lotta corpo a corpo con il testo, punto. Questo non impedisce che spesso, traduzione a parte, io sia un buon amico o conoscente di molti scrittori che traduco. Ma il rapporto con loro va al di là delle traduzioni, della letteratura. Succede anche a me quando i miei romanzi vengono tradotti all’estero e i colleghi stranieri mi chiedono lumi. Non dico assolutamente che sia una seccatura, anzi: un libro è sempre come un figlio che vorresti mandare in giro per il mondo nelle migliori condizioni; ma certamente bisogna impiegare molto tempo a spiegare, precisare, limare, appurare se in quella lingua eccetera eccetera… Tuttavia, anche questa intenzione di non disturbare l’autore non è un dogma: in casi davvero irresolubili, o che mi paiono tali, non esito a ricorrere all’interlocuzione con l’autore.

-Lo spagnolo è una lingua vivida, molto affine all’italiano, ma resta il fatto che tradurre è “dire quasi la stessa cosa”. Come ti poni di fronte al rapporto traduttore-traditore?

Tradurre è anche un mestiere molto educativo: insegna a essere allo stesso tempo umili e liberi. Umili di fronte alla scrittura altrui, della quale bisogna il più possibile rispettare i ritmi interni, i registri, i vizi e i vezzi; ma anche liberi di risolvere a modo proprio qualche scelta lessicale o qualche giro di frase, sempre, però, per fare in modo che la resa in italiano sia migliore e vicina all’intenzione originale. Una libertà piena di doveri, come quella che dovrebbe reggere le nostre società, che a volte impone di mettere in campo strategie creative. È chiaro che il traduttore è sempre in qualche modo traditore; anche nella versione più riuscita c’è sempre qualcosa che, purtroppo, si perde… Ma senza quel traditore, cosa succederebbe?

-Ortega y Gasset parlava di “miseria del traduttore”. Quali sono le difficoltà principali che affronti nel passaggio da una lingua a un’altra?

Il traduttore non è un semplice traspositore, bensì un vero e proprio mediatore culturale. Oltre alla lingua di partenza e a quella di arrivo, deve conoscere cibi, istituzioni, abitudini, storia, vita quotidiana dei luoghi della lingua da cui traduce. Traduco spesso romanzi ambientati in luoghi sperduti dell’America latina o della Spagna, diversissimi dai nostri e pochissimo conosciuti. E siccome odio le note nei romanzi, sono favorevole ad attente e minime (ripeto: attente e minime) interpolazioni nel testo, rispettando lo stile dell’autore, per facilitare la comprensione del lettore. E non sempre è facile.

– Probabilmente si perde qualcosa, ma se ne guadagna un’altra. Qual è la grande conquista di un traduttore?

Quando si esercita bene quella “creatività umile” che il tradurre impone, a volte succede che la traduzione sia migliore dell’originale, che frughi nella lingua d’arrivo fornendo l’occasione di portare alla luce tesori nascosti che non soltanto non tradiscono l’intenzione originaria dell’autore, ma addirittura la esaltano. Non è, ovviamente, il mio caso; ma potrei citare decine di esempi in cui il lavoro del traduttore ha assunto queste caratteristiche, facendolo diventare autore a tutti gli effetti. Più conquista di così…

SEMtranslation – Intervista a Tiziana Lo Porto

La nuova rubrica #SEMtranslation ospiterà ogni mese un traduttore per raccontarci la sua esperienza di traduzione. Iniziamo con Tiziana Lo PortoQuando un uomo cade dal cielo di Lesley Nneka Arimah.

Come è stato tradurre i racconti di Quando un uomo cade dal cielo di Lesley Nneka Arimah?

Intenso forse è la parola giusta, sia come esperienza di traduzione che come esperienza sentimentale. Quando si traduce una storia – racconto o romanzo che sia – ci si ritrova quasi sempre ad abitare spazi fisici e mentali di autori e personaggi, e l’intensità della scrittura e delle storie narrate da Lesley Nneka Arimah è qualcosa che è necessario abitare per restituire in italiano bellezza e complessità di trama e scrittura. È stata una fortuna e un privilegio avere potuta abitare quell’intesità.

Ti sei confrontata con l’autrice? Come ti sei posta di fronte al rapporto traduttore-traditore? 

No, non avevo dubbi e dunque non ho chiesto nulla all’autrice. Sulla questione traduzione-tradimento probabilmente basta semplicemente ragionarci meno in senso teorico, e pragmaticamente lavorare al servizio dell’opera e della lingua in cui si traduce. A vincere non deve essere mai la soluzione più fedele o più distante dall’originale solo perché fedele o distante, ma semplicemente la soluzione migliore, che mantenga suono, sentimento e significato dell’originale. L’eccessiva fedeltà a volte rovina un testo, altre volte è il tradimento a penalizzarlo, e il mestiere di traduttore è un costante apprendimento dell’arte di muoversi in equilibrio tra le due cose.

Quali sono le difficoltà principali che hai affrontato rispetto allo stile conciso e illuminante dei racconti della Arimah?

Quando traduci racconti o romanzi che ami particolarmente, senti addosso una responsabilità maggiore. Ma questo non vuol dire che il tuo lavoro è più difficile. Il peso della responsabilità a volte è solo di aiuto. Vivo e lavoro nella convinzione che se provi forti sentimenti di affetto o amore per il testo che stai traducendo, quel sentimento in qualche modo resta catturato nella traduzione che fai. E questo non può che essere un valore aggiunto.

Probabilmente si perde qualcosa, ma se ne guadagna un’altra. Qual è la grande conquista di un traduttore?

Appunto: tradurre i libri che si amano.

Dario Crapanzano • Una Contessa a Chinatown

Dario Crapanzano ci parla del suo ultimo libro “Una contessa a Chinatown” in un’emozionante presentazione della protagonista, la giovane squillo, Margherita Grande e le sue indagini sull’omicidio dell’amata maitresse, la contessa Vergani, in via Paolo Sarpi, Chinatown. Un racconto ricco di aneddoti e curiosità sulla Milano di un’epoca mitica.

https://www.facebook.com/SEMLibri/videos/415431942517963/

50esimo Stonewall • Alberto Milazzo

SEM ha deciso di celebrare i 50 anni dai moti di Stonewall pubblicando tre libri che, in modo diverso, sono vicini alla comunità LGBTQ+: “Le parole che mancano al cuore” di Fabio Canino, “Somare” di Federico Boni e “La morale del centrino” di Alberto Milazzo.

Abbiamo chiesto ad Alberto Milazzo di raccontarci quanto importante sia stata e sia tuttora questa battaglia.

Tra pochi giorni, ricorre l'anniversario dei 50 anni dai moti di Stonewall, l'atto di nascita di tutti i movimenti per i diritti civili degli omosessuali. Abbiamo chiesto ad Alberto Milazzo di raccontarci quanto importante sia stata e sia tuttora questa battaglia.Proprio a firma del nostro Alberto, avremo una sorpresa per voi… mancano solo pochi giorni! Parola d'ordine: "centrino"!

Geplaatst door SEM Società Editrice Milanese op Maandag 3 juni 2019

50esimo Stonewall • Federico Boni

SEM ha deciso di celebrare i 50 anni dai moti di Stonewall pubblicando tre libri che, in modo diverso, sono vicini alla comunità LGBTQ+: “Le parole che mancano al cuore” di Fabio Canino, “Somare” di Federico Boni e “La morale del centrino” di Alberto Milazzo.

Federico Boni, in libreria con “Somare“, racconta dell’importanza dei moti di Stonewall, che oggi celebrano mezzo secolo di storia. 

Perché “Si può essere attivisti LGBT in mille modi, attraverso l’associazione partecipativa, ma anche attraverso la recitazione, la scrittura, la musica oppure molto semplicemente rimanendo se stessi alla luce del sole, senza paura alcuna, con orgoglio e sempre a testa alta“.

50esimo Stonewall • Federico Boni

Anche Federico Boni, in libreria con "Somare", racconta dell'importanza dei moti di Stonewall, che tra pochi giorni celebreranno mezzo secolo di storia. Perché "Si può essere attivisti LGBT in mille modi, attraverso l'associazione partecipativa, ma anche attraverso la recitazione, la scrittura, la musica oppure molto semplicemente rimanendo se stessi alla luce del sole, senza paura alcuna, con orgoglio e sempre a testa alta".

Geplaatst door SEM Società Editrice Milanese op Maandag 10 juni 2019

50esimo Stonewall • Fabio Canino

SEM ha deciso di celebrare i 50 anni dai moti di Stonewall pubblicando tre libri che, in modo diverso, sono vicini alla comunità LGBTQ+: “Le parole che mancano al cuore” di Fabio Canino, “Somare” di Federico Boni e “La morale del centrino” di Alberto Milazzo.

Proprio oggi, allo Stonewall Inn di New York, si scriveva la storia della lotta per i diritti della comunità LGBT. Abbiamo chiesto a Fabio Canino di raccontare quanto siano stati importanti quegli eventi ed eccolo qui, carico di trasporto e orgoglio!

50esimo Stonewall • Fabio Canino

Quel giorno di 50 anni fa, allo Stonewall Inn di New York, si scrive la storia della lotta per i diritti della comunità LGBT. Abbiamo chiesto a Fabio Canino di raccontare quanto siano stati importanti quegli eventi ed eccolo qui, carico di trasporto e orgoglio!

Geplaatst door SEM Società Editrice Milanese op Vrijdag 31 mei 2019

La figura paterna: intervista a Luigi Zoja

Lunedì 4 marzo 2019 la sede SEM, in via Cadore 33, ha ospitato l’incontro Hikikomori: il fenomeno invisibile.

Il dibattito è stato incentrato sul fenomeno degli Hikikomori – in giapponese “stare in disparte” – una forma di ritiro sociale in aumento tra i giovani italiani.  Tra i relatori era presente Luigi Zoja, psicanalista e saggista di scuola junghiana.

Gli abbiamo chiesto di parlarci della figura paterna, argomento del suo famoso saggio Il gesto di Ettore, e di come la sua assenza stia influenzando la società moderna.

Luigi Zoja: La figura paterna

Lunedì 4 marzo SEM ha ospitato il dibattito "Hikikomori: il fenomeno invisibile". Abbiamo chiesto a Luigi Zoja, psicanalista, saggista e guest della serata, di parlarci della figura paterna e di come la sua assenza stia influenzando la società moderna. Potete trovare il video completo della serata nella sezione video!

Geplaatst door SEM Società Editrice Milanese op Woensdag 6 maart 2019

Tu salvati: intervista a Paolo Valentino

Le vite di quattro personaggi cambiano radicalmente a seguito della morte di Galdina, un’adolescente col titolo di “Miss cesso del liceo”. Paolo Valentino, autore di Tu Salvati, ci racconta le sfide che i suoi personaggi dovranno affrontare quando messi faccia a faccia con i loro fantasmi.

Tu salvati è un romanzo complesso come i temi di cui tratta, tra cui l’adolescenza e i continui mutamenti che quest’età delicata può portare.

Intervista a Paolo Valentino, autore di Tu Salvati

Le vite di quattro personaggi cambiano radicalmente a seguito della morte di Galdina, un’adolescente col titolo di “Miss cesso del liceo”. Paolo Valentino, autore di Tu Salvati, ci racconta le sfide che i suoi personaggi dovranno affrontare quando messi faccia a faccia con i loro fantasmi.

Geplaatst door SEM Società Editrice Milanese op Woensdag 6 maart 2019

In un solo grammo di cielo: intervista a Chiara Iezzi

Per alcuni è un periodo della vita da dimenticare, per altri è stata una fase difficile ma costruttiva, di certo quando parliamo di adolescenza parliamo di complessità.
Abbiamo chiesto a Chiara Iezzi, autrice di In un solo grammo di cielo, il motivo per il quale ha scelto di affrontare questa tematica, il ricordo dei suoi 17 anni e il consiglio che darebbe a una ragazza come la sua protagonista, Emily: ci ha risposto con una sincerità commuovente.

Per alcuni è un periodo della vita da dimenticare, per altri è stata una fase difficile ma costruttiva, di certo quando parliamo di adolescenza parliamo di complessità.Abbiamo chiesto a Chiara Iezzi, autrice di ”In un solo grammo di cielo”, il motivo per il quale ha scelto di affrontare questa tematica, il ricordo dei suoi 17 anni e il consiglio che darebbe a una ragazza come la sua protagonista, Emily: ci ha risposto con una sincerità commuovente.

Geplaatst door SEM Società Editrice Milanese op Donderdag 14 februari 2019

 

 

 

 

 

Una generazione in difficoltà: intervista a Laura Calosso

I giovani d’oggi valgono poco” o “I giovani d’oggi, sono senza valori”, giudizi semplicistici e superficiali che sentiamo quasi quotidianamente.
Viviamo in tempi concitati scanditi dal ritmo della tecnologia: la società non riesce a essere al passo e, nonostante questa difficoltà sia sotto gli occhi di tutti, c’è ancora chi ripete: “I giovani d’oggi valgono poco”.

Poi fortunatamente c’è chi va oltre, chi gratta via la superficialità dei luoghi comuni, chi cerca di comprendere le difficoltà di una generazione e ci scrive su un romanzo. Grazie a Laura Calosso e al suo “Due fiocchi di neve e uguali”.

In libreria dal 24 gennaio.

“I giovani d’oggi valgono poco” o “I giovani d’oggi sono senza valori”, giudizi semplicistici e superficiali che sentiamo quasi quotidianamente.Viviamo in tempi concitati, scanditi dal ritmo della tecnologia: la società non riesce a essere al passo e, nonostante questa difficoltà sia sotto gli occhi di tutti, c’è ancora chi ripete: “I giovani d’oggi valgono poco”. Poi fortunatamente c’è chi va oltre, chi gratta via la superficialità dei luoghi comuni, chi cerca di comprendere le difficoltà di una generazione e ci scrive su un romanzo. Grazie a Laura Calosso e al suo “Due fiocchi di neve e uguali”. In libreria.

Geplaatst door SEM Società Editrice Milanese op Vrijdag 25 januari 2019